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Come rispondi a una critica?

Ci sono domande che durante il colloquio di lavoro non avevi previsto: alcune apparentemente strampalate, come ad esempio ‘Cosa faresti se vincessi 1 milione di euro alla lotteria?’, mentre altre che indagano le tue reazioni in caso di conflitti sul lavoro: ‘Come reagisci  a una critica?’, ‘Come ti comporti se il tuo collega ha un’opinione diversa dalla tua e dovete arrivare a un’unica soluzione?’. Come risponderesti in sede di colloquio a queste domande? Quali sono i comportamenti ‘preferiti’ dai selezionatori e dalle aziende? Per rispondere, facciamo un passo indietro per capire come ragiona un’azienda in cerca di personale.

Punto primo: l’azienda ha come obiettivo la vendita di prodotti e servizi

Il gruppo di lavoratori che costituisce un’azienda, per contratto, persegue lo stesso obiettivo di chi l’ha fondata. Quindi quando si cerca del personale si valutano dei lavoratori che abbiano intenzione di contribuire alla buona riuscita dell’obiettivo aziendale prima ancora che avere un gruppo di persone che ‘stia bene insieme’.

Punto secondo: l’azienda sta cercando un buon collaboratore, non una persona simpatica

Dal primo punto ne consegue subito un altro: per raggiungere l’obiettivo aziendale si cercheranno delle persone competenti professionalmente e non delle persone piacevoli (o meglio, non solo!). Cosa significa?

competenza del lavoro in  gruppo

Basta pensare a una squadra di calcio: prima di cominciare una nuova stagione, i dirigenti valutano a quali calciatori fare delle offerte in funzione dei ruoli che hanno scoperti o di quelli che credono più deboli. Se ad esempio serve una persona a centrocampo, poco importa se ammirano molto un calciatore che ha fatto una stagione sfavillante come attaccante o con cui si erano trovati molto bene qualche anno prima. Se poi il calciatore che stanno cercando sarà anche una persona piacevole, tanto meglio, ma non è la caratteristica principale ricercata (se così fosse alcuni calciatori non sarebbero mai potuti scendere in campo….).

Punto terzo: perché da sole le competenze professionali non bastano

Così come nel gioco, un calciatore per essere un professionista di successo non solo deve sapere giocare bene, ma deve anche essere capace di fare gioco di squadra, la stessa cosa vale per l’azienda. Avere dei  professionisti all’interno del proprio team che non comunicano o non sanno mediare con i colleghi, può essere molto dannoso. Infatti, così come una squadra di calcio che non sa coordinarsi e interagire, può per perdere la partita anche se tecnicamente ha dei giocatori molto preparati, la stessa cosa vale per l’azienda in cui il saper lavorare in gruppo funge da discriminante in termini di profitti aziendali.

Quindi, per arrivare al dunque, cosa rispondere se durante un colloquio chiedono qualcosa sul mio carattere?

Per sapere come rispondere, ti basterà tenere a mente l’immagine di una squadra di calcio: così come durante una partita le antipatie per alcuni compagni o il malumore devono scomparire per poter vincere, la stessa cosa vale in azienda. Ogni persona che ti circonda a lavoro è prima di tutto un ruolo, quindi se durante un colloquio di selezione ti chiedono cosa faresti in situazioni di conflitto, porta sempre la questione a un livello lavorativo. Focalizzati su cosa ti farebbe trovare prima una soluzione utile anche all’azienda e concentrati su possibili soluzioni/valutazioni che prendono in considerazione l’altro come collega e non come ‘persona rompiscatole’. Preparati molto bene sul tipo di risposte che potresti dare, soprattutto tenendo conto che da fonti Excelsior la prima competenza cercata dalle aziende nel 2014 è stata la ‘capacità di comunicare’. Le aziende hanno infatti ben chiaro il risultato differente che un’azienda raggiunge se all’interno del proprio team si dà la priorità alle questioni personali e relativi contenziosi o all’obiettivo dell’intera squadra.

Colloquio di gruppo: sveliamo un caso pratico

Abbiamo già visto come il colloquio di gruppo sia un metodo molto utilizzato nella selezione, indagando gli obiettivi con cui viene svolto e quali sono gli aspetti valutati nei candidati.caso reale di una selezione

Entriamo ora nel concreto di quali possono essere  delle esercitazioni proposte ai  candidati durante un colloquio di selezione. Vediamo un esempio in cui i candidati devono simulare una riunione lavorativa, in cui ognuno riveste uno specifico ruolo e ha obiettivo da perseguire.

Riorganizzazione di un negozio di abbigliamento

Come primo documento, viene distribuito ai partecipanti un piccolo riassunto degli elementi comuni  a tutti.

Elementi di contesto

A seguito dell’ultimo bilancio, i proprietari di un negozio di abbigliamento hanno deciso che vogliono aumentare il fatturato e chiedono al responsabile di negozio di indire una riunione in cui discuterne. I proprietari sono anziani e vanno in negozio solo di tanto in tanto a controllare che vada tutto bene, poi il resto lo fan da casa o grazie all’aiuto del responsabile di negozio che fa le loro veci. Complessivamente i dipendenti ricoprono i seguenti ruoli:

– 1 responsabile di negozio;

– 3 commessi che effettuano ogni giorno lo stesso numero di ore di lavoro;

– 1 apprendista che svolge un part-time;

– 2 addetti alle pulizie che vengono ogni sera alla chiusura.

Il negozio apre nei seguenti orari:

– da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30,

– sabato dalle 9.00 alle 12.30.

Una delle soluzioni suggerite dai proprietari per aumentare il fatturato è quella di aumentare e diversificare le ore di apertura del negozio. Non vorrebbero licenziare nessuno dell’organico e per questo chiedono che siano i dipendenti a prendere accordi tra loro,  ma se non si riesce a trovare una decisione comune, hanno già comunicato che tutti i dipendenti faranno meno ore (in modo comunque da non licenziare nessuno) e aggiungeranno una persona nuova con orario part time (circa 20 ore) per coprire l’aumento di ore.

 

Indicazioni per il singolo partecipante

Una volta chiarito qual è il contesto comune in cui si muoveranno i candidati, ad ognuno viene affidato un ruolo specifico con un obiettivo che dovrà raggiungere in 15 minuti di riunione.

Responsabile di negozio

Obiettivo della riunione: devi definire il nuovo orario di apertura mediando tra la richiesta dei proprietari di aumentare il fatturato del negozio e le richieste dei singoli dipendenti. Nella gestione del personale ci tieni che il lavoro sia diviso equamente e che ogni persona che lavora nel negozio abbia gli stessi diritti e doveri. E’ una condizione che si è sempre verificata e che facilita l’ottimo clima lavorativo che c’è tra i lavoratori che si conoscono da molti anni. Cercherai di proporre le aperture nel weekend perchè è una strategia molto utilizzata dai concorrenti: le domeniche ci sono sempre i negozi pieni e pensi che il fatturato in questo modo possa diventare molto più alto.

Commesso 1

Obiettivo della riunione: è tuo interesse che il negozio venga aperto più ore possibile perchè in questo periodo hai bisogno di maggiori entrare per le tue esigenze e quindi questa è un’occasione da non farti sfuggire.

Commesso 2

Obiettivo della riunione: vuoi far sì che le ore vengano aumentate durante la settimana e non il sabato o la domenica in cui non sei assolutamente disposto a lavorare perché hai dei figli piccoli e vuoi stare con loro, inoltre non sapresti a chi lasciarli se anche decidessero di aprire il weekend.

Commesso 3

Obiettivo della riunione: attualmente svolgi 38,5 ore settimanali ma è un orario che non riesci più a gestire perché nel frattempo hai trovato anche un lavoro serale che ti interessa di più e faresti volentieri a meno di un po’ di ore. L’obiettivo è chiedere la diminuzione delle tue ore settimanali senza mostrarti disinteressato (altrimenti potrebbero pensare di licenziarti!) visto che il tuo lavoro serale da solo non ti consente di mantenerti.

Addetto alle pulizie 1

Obiettivo della riunione: vuoi far sì che la domenica non diventi un orario di lavoro e che la sera non finiscano troppo tardi di lavorare altrimenti ti toccherebbe lavorare la mattina prima che apra il negozio e questo non ti consentirebbe di accettare altri lavori occasionali.

Addetto alle pulizie 2

Obiettivo della riunione: far sì che le ore di lavoro aumentino, proponendoti anche di poter fare altre mansioni per aiutare i colleghi se non ci fosse bisogno di ulteriori ore di pulizie.

Apprendista

Obiettivo della riunione: proporre delle strategie alternative per migliorare il fatturato anche senza aumentare le ore e dimostrarti così all’altezza dell’azienda e meritevole di un contratto di lavoro. Sei un giovane apprendista che è riuscito dopo una lunga ricerca a trovare un lavoro che ti dà delle prospettive a lungo termine.

 

Considerazioni conclusive

Una volta definiti gli elementi di contesto e il ruolo di ogni specifico candidato all’interno della riunione si dà il via alla simulazione stabilendo un tempo massimo di durata. Tra i fattori che influenzano ampiamente l’esito del colloquio vi sono i contributi dei singoli partecipanti che formando il gruppo: le dinamiche possono essere completamente differenti in funzione dei candidati.

Come dimostrarmi motivato durante il colloquio

Quando si svolge un colloquio di lavoro, la motivazione nell’affrontarlo sta in tutte e 3 gli attori coinvolti:

  1. l’azienda è motivata ad assumere una persona che risponda ai suoi bisogni
  2. il selezionatore (che può essere un professionista incaricato, ma anche il titolare o il responsabile di reparto ad esempio) è motivato a trovare un candidato che risponda alle sue aspettative e che abbia le competenze e capacità che ritiene utili per quel ruolo
  3. il candidato è motivato ad ottenere un lavoro presso quella specifica azienda
selfmarketing

Parliamo oggi della motivazione che risulta meno evidente, poichè non sempre esplicitata: la motivazione del candidato. Partendo dal presupposto che oggi in molti inviano curricula anche per mansioni che non rispondono al proprio profilo professionale e quindi capitano ‘per caso’ a colloquio, l’azienda si trova a cercare di distinguere tra chi è interessato a trovare un lavoro, qualsiasi esso sia, e chi è orientato a lavorare proprio per quell’azienda per interesse professionale e/o personale.

Quale è la differenza? È presto detto:

  • il candidato interessato a qualsiasi lavoro accetterà qualunque offerta gli si proponga, salvo lasciare il lavoro dopo poche settimane perchè ha trovato un’offerta che più si addice alle sue preferenze o alle precedenti esperienze. O ancora, questo candidato può dimostrarsi altamente svogliato nel svolgere il proprio lavoro in quanto, appunto, non interessato e questo incide sui livelli di efficacia raggiunti;
  • il candiadato interessato alla specifica azienda: conosce la realtà, si è preparato al colloquio in quanto è un ruolo che desidera ricoprire e si immagina possa dargli delle soddisfazioni personali/lavorative. Se viene assunto ha tutto l’interesse a rimanere nell’azienda e quindi di contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Durante il colloquio emerge la differenza tra questi due candidati?

Questo dipende interamente da te! Come ti poni? Cosa racconti? Come riesci a far capire che quell’azienda per te rappresenta un’opportunità che va oltre il ricevere uno stipendio?

Lo puoi dimostrare principalmente attraverso tre modi:

  1. preparati un discorso di presentazione in cui colleghi i tuoi punti di forza alle aspettative e ai bisogni aziendali, non lasciando impliciti i potenziali vantaggi che l’azienda ottiene ad assumerti;
  2. dimostra di conoscere la realtà per cui ti proponi: fai domande specifiche sulla tipologia di clientela/ progetti che l’azienda propone per avere ulteriori informazioni rispetto a quelle che già hai trovato sul sito internet;
  3. fai domande sul ruolo che andrai a ricoprire: con chi ti interfaccerai? Sono previsti particolare percorsi di inserimento? Quali sono gli obiettivi che vengono dati ai neo-assunti?

Quelli riportati sono alcuni esempi di come puoi dimostrarti un candidato motivato a lavorare nell’ azienda per cui stai svolgendo il colloquio. L’aspetto fondamentale del riuscire a emergere rispetto agli altri concorrenti non è solo la motivazione che riuscirai a trasmettere, ma anche l’entusiasmo, l’interesse e la determinazione con cui ti poni. Inutile dire come questi aspetti siano considerati cruciali dai datori di lavoro che sono alla ricerca continua di personale che dimostra queste competenze personali.