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L’esercizio quotidiano influenza le prestazioni scolastiche dei DSA?

Purtroppo non ci sono accertamenti scientifici che dimostrino in maniera inequivocabile un miglioramento. Questo vuoto è dovuto al fatto che la ricerca riguardo a tali difficoltà dell’apprendimento è molto recente e non sono quindi stati seguiti studenti per svariati anni consecutivi per monitorne l’evoluzione.

Tuttavia sembra che un esercizio focalizzato possa migliorare la correttezza e la fluenza (due delle variabili analizzate per diagnosticare il disturbo) della lettura per i dislessici. Le prove considerate dagli esperti come maggiormente efficaci consistono in esercizi strutturati per facilitare la “lettura di parole isolate o inserite nel contesto, partendo da attività studiate per favorire le abilità meta-fonologiche, l’apprendimento delle regole di conversione tra grafemi e fonemi, e in letture ripetute con facilitazioni (per esempio ascoltando la lettura da parte di un tutor)” (fonte Consensus Conference).

migliorare apprendimento

Illustrazione realizzata da Nerio Richiedei per uso esclusivo di FPC

Altri studi si sono focalizzati sull’influenza positiva che può avere l’insegnamento di strategie meta-cognitive per migliorare la comprensione del testo: “rispondere a domande sul testo rileggendolo, visualizzandone le informazioni, cercando autospiegazioni e cercando il significato generale dei paragrafi; usare le conoscenze possedute per interpretare quanto letto e predire i contenuti da leggere; apprendere tecniche di inferenza semantica e lessicale” (Ibidem). Questa seconda interpretazione di trattamento non si fonda sull’allenamento del “muscolo” della lettura, ma sull’identificare delle modalità differenti e peculiari per ciascuno studente.

Per i disortografici non ci sono ancora esercizi che dimostrano interventi efficaci per lingue trasparenti (come l’italiano). Studi in lingue non trasparenti (come l’inglese, chiamate in questo modo poichè la scrittura e la pronuncia non combaciano) hanno identificato come efficaci i “trattamenti nei quali le istruzioni vengono rese esplicite, in cui vi sono possibilità ripetute di esercizio e dove è immediatamente fornito il feedback sul risultato. Sono inoltre risultati efficaci gli interventi condotti con l’uso di tecnologie informatiche (prevalentemente programmi di videoscrittura con sintesi vocale) finalizzati a migliorare l’ortografia nella scrittura. (Ibidem)

Per la discalculia vi sono prove a sostegno del fatto che gli interventi, nel breve termine, hanno efficacia qualora rispettino le seguenti caratteristiche:

“- fornisce un insegnamento diretto ed esplicito;

è effettuato da un operatore esperto che insegna anche tecniche di autoistruzione;

– ha una durata di almeno 20 sessioni in totale, di 30 minuti ciascuna. “(Ibidem)

Come si legge dalle indicazioni tratte dalla Consensus Conference, non è quindi dimostrato con certezza indiscussa il miglioramento attraverso particolari prove, ma è altrettanto indiscutibile l’utilità di un costante e frequente esercizio che aiuti nel perseguire autonomamente piccoli obiettivi quotidiani.