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Risorse online per scegliere dopo la terza media

Il web è una miniera di dati che aiuta in una delle primissime fasi dell’orientamento, ovvero l’informazione. In particolare esistono dei portali dedicati alle scelte future degli studenti che forniscono una panoramica sui possibili sbocchi formativi e lavorativi a seguito dei cicli scolastici. Oggi presentiamo quelli che secondo noi sono più utili a uno studente che sta terminando le medie inferiori, in quanto offrono informazioni complete sulle possibilità del territorio, suddividendole sia per settore che per tipologia di offerta formativa. La selezione delle fonti da utilizzare come ispirazione per la scelta risulta fondamentale considerando che sono molto diffusi dei siti poco affidabili:

–          Non aggiornati: l’offerta formativa di ogni istituto viene rivista tutti gli anni e potrebbero essere nati nuovi corsi di studio o indirizzi interessanti. Se è vero che  normalmente non ci sono differenze abissali tra un anno e l’altro, è anche vero che è fondamentale, mentre si compie una scelta così delicata, avere i dati aggiornati delle offerte di studio.

–          Confusionali: ci sono alcuni siti che riportano a random informazioni sulle scuole farcite da pubblicità di corsi privati e altre informazioni che servono solo a distrarre nella ricerca di dati. Diffida dei siti in cui non capisci immediatamente cosa ti stanno proponendo, potrebbero essere dei portali-esche utili solo a pubblicizzare certi percorsi formativi.

Dette queste due brevi premesse, eccoti i consigli che ti diamo se vuoi informarti sulle scuole superiori e/o le possibilità di lavoro dopo la terza media.

1)      Collegati al sito: “Io scelgo, io studio”. Questo è il portale  del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) che offre una panoramica nazionale completa. In particolare sono presentati i vari istituti (professionali, tecnici, licei, cfp) e le peculiarità di ognuno anche in funzione della normativa che li regolamenta. È un ottimo inizio se stai cominciando a decidere il da farsi, per avere un’idea generale prima di addentrarti nella ricerca di quello che offre il contesto geografico vicino a te.

2)      Quando hai una visione chiara di quella che è l’offerta formativa, restringi il campo in termini geografici. Ovvero, collegati al sito della tua Regione/Provincia per verificare quali istituti siano disponibili nel tuo territorio. Questa operazione è molto importante perché quello che sai per ‘sentito dire’ o dall’esperienza di amici e parenti che hanno studiato vicino, può essere incompleta o raccontata dal loro punto di vista (ad esempio “so che c’è una scuola di moda lì, ma secondo me è la scuola di chi non ha voglia di far niente”). Fidati solo dei dati certi quando stai effettuando la scelta e cerca di capire per prima cosa se quella scuola ti mette nelle condizioni di intraprendere un lavoro che in futuro ti piacerebbe svolgere.

A livello territoriale segnaliamo due siti molto completi e che possono dare informazioni utili anche ai non residenti in quella zona geografica: il sito Mioriento delle Provincia di Varese e il sito “Cliclavoro Veneto”. Entrambi contengono anche informazioni inerenti gli studi universitari e le possibilità di lavoro/apprendistato/tirocinio. Se stai scegliendo cosa fare dopo la terza media queste informazioni saranno al momento secondarie, ma possono comunque offrirti una panoramica sul mondo del lavoro a cui ti accingerai di lì a qualche anno.

Alunni, genitori, insegnanti: chi sceglie il futuro dei ragazzi?

Il momento della scelta durante la terza media è una fase delicata che coinvolge più persone e più iniziative. Tra gli attori chiave nel processo di scelta troviamo lo studente, i suoi genitori e gli insegnanti, mentre tra gli strumenti principali abbiamo le ‘giornate aperte’ nelle scuole superiori, gli incontri con insegnanti delle scuole e le attività di orientamento svolte in aula. La mobilitazione di tutte queste risorse umane e strumentali è facilmente comprensibile se si pensa all’importanza del scegliere la cosiddetta ‘strada giusta’. Parliamo oggi delle persone che gravitano attorno a questo processo, partendo dal presupposto che la coordinazione tra queste sia l’unico modo per massimizzare il risultato.

Tre persone diverse, un’unica scelta

Cominciamo con il prendere in considerazione l’obiettivo di ogni attore coinvolto nell’orientamento:cosa scegliere in terza

Alunno: raccogliere elementi per compiere una scelta

Familiari: supportare il figlio nel processo di scelta

Insegnante: offrire degli elementi specifici da prendere in considerazione per la scelta

Come si può chiaramente osservare, i tre attori perseguono ognuno un obiettivo che è complementare con quello degli altri. Quindi, tanto più l’interazione tra i tre sarà proficua, tanto maggiore saranno le possibilità di avere esiti soddisfacenti nel processo di orientamento.  In particolare, tra insegnanti e genitori, il valore del loro contributo è proprio quello di offrire degli elementi che allo studente mancano, ma senza sostituirlo nelle decisioni. Ovvero potrebbe capitare che reputino l’alunno ancora troppo indeciso e quindi scegliere loro di iscriverlo a un liceo per lasciargli aperte più strade. Il genitore, dal canto suo, può aiutare il figlio a definire i criteri più strettamente di ambito famigliare: ad esempio considerazioni sulle possibilità economiche della famiglia e quindi di quale scelta possa essere sostenuta. L’insegnante può dare consigli in funzione delle materie di studio in cui lo studente riesce meglio, ma anche sulla base delle potenzialità che questo dimostra giorno per giorno e potendo avere un punto di vista differente da quello di un famigliare.

Rischi

Tra i rischi maggiori dell’interazione di questi attori c’è il fraintendere i ruoli, chiedere le informazioni alle persone sbagliate,  non interagire o delegittimare gli altri.

–          Fraintendimento di ruoli: può capitare che lo studente chieda consigli ad alcuni familiari sulle sue capacità scolastiche oppure sulla possibilità di riuscita in un certo percorso scolastico. Al di là delle buone intenzioni di ognuno, non è detto che il genitore (o zio o cugino) abbia le competenze di un insegnante, ma l’alunno, nutrendo molta fiducia in quella persona, potrebbe usare la sua opinione personale come un’opinione esperta in materia. Dal lato opposto può capitare che sia un insegnante a esprimere un suo parere od opinione personale sulle scelte dell’alunno, vincolando con criteri soggettivi la possibilità di scelta.

–          Non interagire barricandosi ognuno all’interno della propria realtà è un’altra possibilità che si può incontrare. In questo caso il compito di scelta dello studente è gravato dal dover mettere insieme informazioni provenienti da diverse fonti senza la possibilità del confronto.

–          La delegittimazione è un rischio che compromette il contributo dei vari ruoli. Frasi come ‘Gli insegnanti non possono capire’ oppure ‘Con quei genitori non si può ragionare, non mi stupisco che il ragazzo sia confuso’ non vanno nella direzione di orientare lo studente, bensì di metterlo nelle condizioni di scegliere ‘da che parte schierarsi’ precludendogli la possibilità di un confronto costruttivo.

–          La delega: delegare completamente agli insegnanti o ai genitori il supporto allo studente, è un altro rischio in quanto riduce gli elementi di cui può usufruire l’alunno, privandolo di alcune informazioni e deresponsabilizzandosi verso la scelta che sta per compiere.

Come si legge, la scelta da compiere al termine delle medie è un processo articolato attorno a cui gravitano diverse persone. La difficoltà percepita a volte consiste proprio nel non cogliere quali siano le domande specifiche da rivolgere ad ogni ruolo e quale sia l’obiettivo peculiare di ognuno.

 

Orientare il proprio figlio: cosa significa per un genitore?

Le scelte scolastiche a cui i ragazzi si trovano di fronte non sono immediate e semplici, nè per loro nè per te che sei il genitore (o il fratello, l’amico, il cugino che lo sta aiutando nella scelta). Essendo un momento delicato, sono previste diverse inziative per il giovane che si affaccia alle superiori o all’università (basta pensare agli open day o agli opuscoli che vengono forniti dai vari atenei che si pubblicizzano nella rete scolastica), ma per te genitore non è detto sia possibile accedervi e soprattutto non sempre è chiaro il tuo compito in questo momento tanto delicato. Questo avviene principalmente per due motivi:

  • quando hai scelto tu il percorso scolastico, ‘era tutto diverso‘: non c’erano tutte quelle possibità che oggi si possono trovare, anche solo per la lontananza geografica da alcuni istituti che oggi invece sono facilmente raggiungibili;
  • non hai chiaro quale sia il tuo ruolo: devi lasciare libero tuo figlio? Accompagnarlo nella scelta? Aspettare che sia lui a farti delle domande? E se poi ti rinfaccia che non l’hai aiutato o che l’hai obbligato a prendere quella strada?

Prima di addentrarti in una serie di domande potenzialmente infinite e cercare le risposte, proviamo a chiarire il punto cardine attorno al quale ruota tutto: l’orientamento. Cosa significa esattamente? In cosa consiste? Se è chiara questa parola, sarà più facile capire se quello che stai facendo va nella direzione dell’orientamento, oppure se è un’opera di convinciemento o, ancora, evitamento della questione.

Come obiettivo dell’orientamento noi intendiamo “definire i criteri con cui operare delle scelte’ e, focalizzandoci su ciò che accade nella tua situazione, lo decliniamo in questo modo ‘condivisione con mio figlio dei criteri con cui operare delle scelte’.

Il tutto può essere così riassunto:

criteri + condivisione = scelta

Criteri: sono i punti cardine, gli elementi che utilizzi per prendere una decisione e che derivano da valutazioni e considerazioni. Ad esempio ‘Scegliere una scuola che sia raggiungibile da pendolare’ è un criterio geografico che consente già di per sè di compiere una scrematura delle possibilità sul territorio. Le valutazioni con cui si è arrivati a questo criterio potrebbero essere state: ‘possibilità di continuare a svolgere il lavoro part time che tuo figlio fa nel paese in cui abitate’, ‘tutte le persone che conosce tuo figlio abitano nelle vicinanze‘, ma anche ‘non c’è ancora abbastanza autonomia per andare a veviere da solo in un appartamento che gli consentirebbe di frequentare una scuola lontana‘. Chiaramente le valutazioni vanno condivise con tuo figlio e qui si introduce il secondo concetto chiave:

Condivisione: la scelta del criterio da utilizzare per scegliere deve essere presa insieme. Abbiamo detto ad esempio che ‘non c’è ancora abbastanza autonomia per vivere da soli‘: chi lo sta dicendo? Tu o tuo figlio? Cosa significa ‘abbastanza’? È possibile che riesca ad acquisire l’autonomia ‘completa’ entro la data di inzio scuola/università? Questo presuppone un confronto tra te e tuo figlio, che in alcuni casi può terminare in un comune accordo, in altri può richiedere una soluzione diversa da quella proposta da entrambi. Si può ad esempio pensare alla residenza in un collegio o da una zia che abita a metà strada.

genitori e figli

Illustrazione realizzata da Carla Ferraresi per uso esclusivo di FPC

Una volta elencati tutti i criteri che avrete condiviso, sarà presto trovata la scelta scolastica che stavate cercando! I vari criteri concatenati consentiranno a te e tuo figlio di restringere sempre di più il cerchio delle opzioni che potete tenere in considerazione e arrivare a delle scelte che siano consone per entrambi. ATTENZIONE! Come genitore potrai aiutare a verificare i criteri che tuo figlio proporrà, ma poi ricorda sempre che devono essere condivisi e non imposti! I tuoi ragionamenti lo possono dunque facilitare, ma non li puoi usare per portarlo verso la scelta che secondo te è migliore.