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Come funziona un concorso pubblico

Su come avvengo le assunzioni si può fare una distinzione molto ampia, ovvero separare tra la via privata e quella pubblica. Nel primo caso è l’azienda a decidere come avviene la selezione e lo può fare in modo totalmente autoreferenziale; nel secondo caso devono essere effettuate delle prove che siano ‘tracciabili’, ovvero devono mostrare che tutti i candidati hanno dovuto rispondere agli stessi quesiti e che la scelta di chi è stato assunto si è basata sulla selezione di chi ha avuto miglior punteggio. Oggi approfondiamo i concorsi pubblici perché il funzionamento è per molti candidati nebuloso.

Chi può indire un concorso?

Qualsiasi Ente pubblico può indire un concorso e i cittadini ne vengono a conoscenza attraverso la pubblicazione di un bando. Questo documento è consultabile sul sito internet dell’Ente e contiene i requisiti richiesti al candidato, la tipologia di prova che dovrà sostenere (e in che data) e i criteri con cui verrà stilata la graduatoria. Se il titolo di studio richiesto non è superiore a quello dell’obbligo, l’offerta di lavoro viene pubblicizzata anche dai Centri per l’impiego e in questo caso possono essere dei riferimenti per raccogliere le adesioni o stilare direttamente una graduatoria tra le candidature pervenute.

A che tipo di lavori dà accesso un concorso?

Il concorso può essere indetto per svariati ruoli: dipende totalmente dalla tipologia dell’Ente che ne fa richiesta e dalle esigenze dell’organico. Nel bando di concorso è specificato sia il ruolo che si sta cercando che la durata del contratto: a tempo determinato o indeterminato. Il titolo di studio richiesto dipende ancora una volta dalla specifica selezione in quanto gli ambiti della Pubblica Amministrazione spaziano tra diverse aree (ad esempio da quella tecnica a quella del sociale).

Dove trovo i bandi di concorso?

Nonostante ci siano decine di siti che si prefiggono di censire tutti i concorsi pubblici esistenti, non esiste un riferimento  accreditato e autorevole. I siti in cui si trovano raggruppati alcuni annunci presenti sul territorio possono essere un supporto nella ricerca, ma l’unica fonte attendibile ed esaustiva è l’Ente da cui parte l’offerta di lavoro. Di conseguenza, questo può voler dire dover controllare periodicamente i siti degli Enti a cui vuoi candidarti se sei interessato a quel tipo di lavoro, andando direttamente alla fonte ufficiale e certa della notizia.

Se non rispetto tutti i requisiti richiesti, può essere che venga tenuto in considerazione per altri ruoli?

No questo non accade mai in un concorso pubblico. Non solo non vieni contemplato per altri ruoli, ma se non hai tutti i requisiti del bando non vieni neanche ammesso alla selezione per il ruolo per cui hai mostrato interesse. Tassativa è in questo caso la data di chiusura del concorso, entro cui dovrai aver conseguito tutti i titoli e qualifiche richiesti.

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C’è altro che vorresti sapere sui concorsi pubblici? Hai mai presentato la candidatura per ricoprire un ruolo nella PA?

Quando è meglio inviare il cv?

Sgombriamo subito la strada da qualsiasi dubbio che può sorgere spontaneo. No, non esiste un periodo dell’anno in cui è inutile inviare il curriculum: qualsiasi momento può essere quello giusto se coincide con le tempistiche dell’azienda.

E per scovare questa coincidenza ci vuole sistematicità e un pizzico di fortuna.

Diciamo che il periodo tra settembre e novembre è quello in cui viene consigliato di insistere maggiormente, in quanto segue il periodo estivo, in cui presumibilmente pochi erano al PC a catalogare Cv. Quindi è possibile che ci sia un focus maggiore sui curricula in questi mesi, ma è altrettanto vero che arriva anche il numero più elevato di richieste. Ne consegue che la possibilità di essere scelti non subisce un’impennata significativa.

Immagine realizzata da Carla Ferraresi ad uso esclusivo di FPC

C’è poco da fare, per aumentare le possibilità di essere notati tra i concorrenti la soluzione migliore è continuare a inviare il proprio curriculum per tutto l’anno, prendendosi una pausa solo sotto l’ombrellone.

Eccezioni?

Chiaramente esistono le eccezioni. Il caso più lampante è quello dei lavori stagionali. Sia per quelli invernali che per quelli estivi bisogna muoversi per tempo. Per lavorare sotto Natale conviene inviare il Curriculum a fine novembre, mentre per le vacanze estive il periodo in cui si intensifica la ricerca è da fine aprile fino a maggio.

Da seguire anche le proposte che nascono dai Career day organizzati in varie città italiane, fondamentale momento di incontro tra azienda e candidati.

Altri consigli?

A prescindere da quando hai inviato la tua candidatura, se dopo 2 mesi dall’invio non ottieni nessuna risposta allora conviene riprovare. Puoi chiamare per sapere (pretestuosamente) se sono aperte le selezioni per quel determinato ruolo e se è arrivato il tuo curriculum. Oppure puoi direttamente inviarlo di nuovo, migliorerà le tue chances e non costa nulla! Senza contare che dimostri ineresse per quella specifica azienda, che altrimenti potrebbe pensare che hai già trovato altre occupazioni.

 

 

 

 

Come non trovare lavoro

Da quando abbiamo incominciato a parlare di ricerca attiva del lavoro abbiamo trattato molte sfaccettature delle strategie da seguire. Abbiamo descritto l’intero processo, dalle fasi preliminari a quelle più “tecniche” riferite alla scrittura di lettera di presentazione e curriculum. Abbiamo indagato il colloquio di lavoro e tutto ciò che segue fino al raggiungimento del tanto sospirato lavoro. Sono molti gli accorgimenti da seguire e i comportamenti da rispettare, tanto che diventa difficile mantenere contemporaneamente sotto controllo tutti questi aspetti. Per provare a semplificare i ragionamenti che abbiamo portato avanti ti proponiamo di rovesciare la prospettiva provando a ragionare per assurdo. In questo modo sarà più semplice trovare eventuali coincicidenze viziose tra i comportamenti di ricerca e le cattive prassi. Quindi poniamoci questa strana domanda:

cosa dovrei fare per evitare di trovare lavoro?

1. Non cercarlo che tanto non ne vale la pena

Ci sono ottime ragioni per non cercare lavoro. La migliore, in questo momento, è la crisi che ha fatto impennare la disoccupazione. Anche se, cercando in modo mirato e sapendo dove proporti, qualcosa puoi trovare. Ma ecco che subentra la seconda ottima ragione: trova lavoro solo chi è raccomandato oppure ha gli agganci giusti.

E queste sono solo due, pensate ai più giovani che devono fare una trafila infinita che passa per stage (ovviamente gratis), apprendistato, collaborazioni, voucher.. e di cui non si vede la fine. Oltretutto un’azienda preferisce assumere chi ha più esperienza in quel ruolo. Oppure pensiamo ai meno giovani, le cui competenze sono sempre meno spendibili se non aggiornate e per cui reinventarsi diventa molto complesso. Si aggiunga che un’azienda preferisce assumere chi ha qualche anno in meno ed è più facile da plasmare.

Insomma, in mezzo a tutte queste ragioni che ci convincono che sia una perdita di tempo, è facile rassicurarsi all’idea che sia inutile cercarlo e che converrà muoversi quando il mercato si sarà riavviato. Questo è un buon primo passo per non trovare lavoro.

2. Aspettare che la ricerca fatta fino ad oggi dia i suoi frutti

Spesso la ricerca è impostata come una serie di sprint. Inviare 100 Cv al giorno per 3 settimane (ma non avevamo detto che non c’erano offerte nel punto precedente?) per poi fermarsi a rifiatare aspettando le risposte, magari per altrettante settimane. L’irregolarità nell’intensità della ricerca e il non verificare di persona che sia stata ricevuta la candidatura sono tra le migliori strategie per non trovare lavoro. Lasciare che sia l’estemporaneità a guidarci invece che una tabella di marcia programmata in modo regolare (come una maratona, rimanendo in metafora) e senza pause sarebbe un errore imperdonabile. Quindi, se non vuoi trovare lavoro, anche questa può essere una buona strada.

3. Affliggersi perché quanto fatto fino ad oggi non da i suoi frutti

I continui sprint verso il traguardo, si sa, provocano acido lattico e i crampi sono dietro l’angolo. Non ottenere il riscontro sperato dopo aver fatto il massimo sforzo può demotivare. È comprensibile e la tentazione di fermarsi è molto forte. Ripartire come prima, poi, diventa ancora più complicato, anche considerando che “tanto non ne vale la pena” (vedi punto 1). Hai già capito che anche in questo caso prendersi una pausa di riflessione è un’ottima idea se vuoi evitare di trovare lavoro.

4. Non farsi vedere

Non vuoi che ti vengano fatte proposte, oppure che qualcuno ti consigli qualche posto in cui stanno cercando lavoro? Non dire a nessuno che stai cercando! Evita di dirlo a ex colleghi, amici o parenti che possano diventare ulteriori occhi e orecchie utili per captare lavori che potrebbero interessarti.

E mi raccomando, evita l’uso dei social network per il lavoro (Linkedin, ma anche Monster o Infojobs). Se proprio devi, un ottimo modo per dare una cattiva impressione è quello di usarli a sproposito, inserendo frasi fuori luogo (ad esempio informazioni sulla propria vacanza su Linkedin), o farsi vedere su Facebook (occhio alle impostazioni della privacy) in situazioni private poco professionali. Fornire una cattiva immagine di sé online ti darà la certezza di affaticare ogni occasione di trovare lavoro.

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Abbiamo visto, con ironia, alcune delle migliori strategie per evitare di trovare lavoro. Se ti trovi in alcune di esse sappi che riuscire a trovare lavoro diventa praticamente impossibile. In questo caso non devi perfezionare la ricerca ma incominciare da capo. Correggi i tuoi errori e raddrizza il timone. Vedrai che i primi risultati non si faranno attendere.