Cos’è la competenza e cosa la capacità?

Il termine competenza sta assumendo un valore sempre più centrale nel mondo del lavoro. Non è un caso che un’intera sezione del Curriculum Vitae (nel formato europeo) sia dedicata a questo aspetto. Ma se tanto se ne sente parlare, non si può dire che vi sia altrettanta chiarezza su cosa sia precisamente una competenza. Molti sono gli autori e le definizioni che si sovrappongono o sono in contrasto e che spesso portano a sterili discussioni.

 

Nella pratica, al fine di compilare il Curriculum Vitae, è necessario che tu abbia chiaro cosa scrivere nella sezione competenze e una prima domanda che sorge è come distinguerle dalle capacità.

Rispetto a questo ci rifacciamo alle definizioni date da Turchi (2009):

- capacità: “insieme di strumenti operativi acquisiti attraverso l’esperienza personale“. Sono caratterizzate dall’aspetto della replica e legate alla vita del singolo. La persona cioè, riproduce pedissequamente le strategie messe in atto in situazioni simili e che sono risultate efficaci.

- competenza: “insieme degli strumenti operativi acquisiti attraverso un percorso di formazione specifica che permettono di anticipare le situazioni che si possono presentare. Non sono mere repliche poiché permettono un adattamento dinamico agli scenari che si generano e sono trasversali e trasmissibili.

Facciamo ora un esempio per capire meglio la distinzione tra i due costrutti:

“Antonella taglia da sempre i capelli a suo figlio Marco con ottimi risultati. Il taglio è semplice ma funzionale: ogni volta che la frangetta arriva fino agli occhi capisce che “è ora di dare una bella sfoltita”. Con il passare degli anni però, Marco chiede di cambiare taglio, inoltre vuole tenere i capelli più corti. Così Antonella, non sapendo da dove iniziare, decide che è giunto il momento di affidarsi a un parrucchiere. La donna chiede consigli anche per l’altro figlio che, ancora piccolo, non pretende un taglio complesso ma è riccio e con con questo tipo di capelli Antonella non ha mai avuto a che fare.”

Questa semplice storiella ci permette di capire quali siano i limiti delle capacità: se si fonda il proprio sapere sulla ripetizione, nel momento in cui cambiano le caratteristiche della situazione oppure viene richiesto qualcosa di diverso, ecco che non si sa più come fare. Inoltre, continuando con la storiella esempio, se Antonella avesse fatto un errore nel tagliare i capelli, difficilmente avrebbe saputo come fare a correggerlo. Mentre il parrucchiere, essendo competente in questo campo, riuscirà a creare qualsiasi taglio richiesto a prescindere dalle caratteristiche della situazione iniziale e quindi della persona a cui taglia i capelli. Inoltre, anche in caso di errore, la competenza acquisita gli permetterà di correggere in modo appropriato ed in funzione del proprio obiettivo.

Un esempio analogo può essere fatto in cucina: saper cucinare alcuni piatti, non ti rende un cuoco! La differenza tra te e questa figura professionale sta nella formazione che fornisce a quest’ultima gli strumenti che mettono nelle condizioni di cucinare in qualsiasi cucina, con qualsiasi cliente e insegnando le tecniche anche agli aiutanti. Quello che tu puoi fare invece è replicare la stessa ricetta che ti riesce bene, evitando di avventurarti in altri piatti con cui hai poca confidenza.

 

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2 comments

  1. Marcella scrive:

    Ho capito piuttosto bene la differenza tra comptenze e capacità.
    Una competenza si sviluppa quando un corso o un insegnamento porta a frutto una capacità.
    Questo presuppone una relazione, cioè qualcuno che sappia vedere una capacità in un altro, e che sappia, insieme a lui, metterla a frutto. Ma nella mia personale situazione non ho trovato uno che fosse uno capace di mettere a frutto qualcosa di me, sebbene abbia sempre creduto di poter dare e di saper fare. Così, la relazione tra insegnante e allievo, diventa una situazione autonoma: io insegno a me stessa.
    Dunque, tante capacità, poca competenza, e ottenuta solo per caso, tramite adattamento a disparate situazioni nuove.
    Non si dovrebbe arrivare al mondo del lavoro con così frammentata conoscenza di sé… ma non è una regola universale. Così, posso dire di avere tante capacità, ma nessuna coltivata a dovere per diventare una competenza.

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  2. FormandoPerCorsi scrive:

    Ciao Marcella,
    nella tua riflessione si intrecciano due argomenti complessi: la differenza tra competenza e capacità e il percorso di crescita professionale. Attenta però, perchè se sovrapponi tali argomenti si possono generare delle conclusioni che metterebbero in difficoltà chiunque. Mi riferisco in particolare alla frase “Non si dovrebbe arrivare al mondo del lavoro con così frammentata conoscenza di sé…”.
    Non è questa la sede per discutere della conoscenza di sè, si tratta piuttosto di entrare nel mondo del lavoro con una visione coerente di quello che ti piacerebbe fare (non chi ti piacerebbe essere) in funzione, anche, delle competenze che hai sviluppato e che i lavori per cui ti candidi ti permetteranno di acquisire.
    Il consiglio che posso darti è quello di analizzare quale è stato il tuo cammino fino ad ora per considerare vari percorsi (varie esperienze lavorative)che ti piacerebbe fare. Poi, senza la necessità di scomodare domande esistenziali, prova a fare i primi passi, valuta se ti piace e reagisci di conseguenza, senza farti bloccare da domande troppo grandi a cui rispondere.

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