Primi cambiamenti su Facebook dopo lo scandalo

Verifiche sulle inserzioni politiche

Zuckerberg è stato, sembra, di parola e dopo lo scandalo che ha colpito il Social è stato annunciato un primo provvedimento che riguarda la pubblicità politica al fine di consentire una maggiore trasparenza a favore degli utenti. Vogliamo fare un passo indietro a beneficio di tutti coloro i quali non hanno seguito le vicende ultime di Facebook e che non comprenderebbero probabilmente il senso di ciò che stiamo scrivendo. Ciò che è accaduto è che Facebook ha ceduto, lo possiamo affermare per via della stessa ammissione del numero uno di Facebook, dati personali di suoi utenti a società terze che li avrebbero, qui il condizionale è, invece, d’obbligo, per influenzare con fini tecniche psicologiche, il voto sia delle presidenziali che hanno portato alla Casa Bianca il Presidente Trump ma anche il voto sul Referendum per la Brexit in Gran Bretagna.

Chiaramente si tratta di un doppio fatto grave, da un lato la cessione di dati personali che rappresenterebbe una violazione della Privacy degli utenti, ignari che i propri dati fossero ceduti a tale Società statunitense e ancora più grave che gli stessi fossero poi oggetto di manipolazione a fini politici, andando a influenzare l’esito del voto espresso. Si tratta di una minaccia alla democrazia, chiaramente, una manipolazione degli elettori messa in atto non certo da Facebook direttamente ma grazie alla cessione dei dati operata proprio dal Social. Una pesante caduta in termini finanziari ha colpito Facebook in seguito alla scoperta di questo scandalo, decine di miliardi sono stati persi dalla Società di Zucherberg attraverso il crollo del Titolo Facebook in Borsa, intaccando anche pesantemente anche il capitale personale di Zuckerberg e quindi di tutti gli azionisti.

Il mea culpa di Zuckerberg e le azioni conseguenti

Il Patron di Facebook ha pubblicamente ammesso le responsabilità e che degli errori gravi sono stati commessi, ammissione avvenuta anche in audizione al Senato degli Strati Uniti e si attende ancora l’audizione dinanzi agli alti organi istituzionali in Gran Bretagna, che si attende dia gli stessi risultati. Zuckerberg ha anche dichiarato che Facebook ha iniziato una notevole azione interna al fine di rendere più sicuri i dati dei propri utenti in futuro ma che saranno necessari anni. Intanto ora arriva un primo provvedimento secondo cui Facebook inizia a verificare le inserzioni politiche in America: chiunque voglia realizzare una campagna politica attraverso Facebook, dovrà chiarire la propria identità prima che l’annuncio pubblicitario sia accettato e vada quindi Online ma i messaggi di questo genere saranno anche chiaramente etichettati come messaggi politici e saranno resi chiari i riferimenti al committente, a chi ha pagato l’annuncio.

Per il momento questo cambiamento è immediatamente operativo negli Stati Uniti e verrà introdotto nei prossimi mesi anche negli altri Paesi. Chi, ora negli USA, poi in tutto il mondo, desiderasse fare della pubblicità politica attraverso Facebook, dovrà fornire un valido indirizzo postale ed un identificativo emesso dal proprio governo. A seguito di questo il Social invierà al committente una lettera contenente un codice identificativo personale che potrà essere utilizzato soltanto dall’Account dell’inserzionista autorizzato che avrà la piena responsabilità dell’annuncio. Si vedrà nel prossimo futuro se questo provvedimento sarà efficace o se necessiterà di modifiche ma intanto Facebook ha anche annunciato che informerà debitamente i propri utenti rispetto al trattamento dei loro dati all’interno della pubblicità e soprattutto rispetto a cosa gli inserzionisti sanno di loro in maniera precisa.

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